Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore a Milano

Una piccola Cappella Sistina nel centro di Milano

Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore

All’angolo tra via Luini e corso Magenta si trova un’incantevole chiesa di origine paleocristiana dedicata a San Maurizio, ricostruita nel Cinquecento e già sede del più importante monastero femminile di Milano di ordine benedettino. La chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore è decorata internamente con un vasto ciclo di affreschi, tale da valerle l’appellativo di “Cappella Sistina” di Milano. La costruzione della attuale chiesa ebbe inizio nel 1503 e fu completata in pochissimi anni. La chiesa è costituita da un’unica navata, interamente fiancheggiata da piccole cappelle. Lo spazio religioso fu partito in due ambienti distinti, un’aula anteriore dedicata ai fedeli ed un’aula più grande, posteriore, riservata esclusivamente alle monache, che non potevano in alcun modo oltrepassare il tramezzo divisorio. Esse potevano assistere allo svolgersi della funzione religiosa che veniva officiata nell’aula dei fedeli, attraverso una grande grata posta nell’arcone sopra l’altare. La grata, che un tempo occupava tutto l’arco al di sopra dell’altare, fu ristretta alla fine del Cinquecento su ordine dell’arcivescovo Carlo Borromeo, per rendere più rigido il regime claustrale. Al suo posto fu collocata la pala d’altare con L’Adorazione dei Magi del cremonese Antonio Campi, ancora oggi esposta. Le porte di comunicazione fra i due ambienti furono aperte solo successivamente alla soppressione del convento avvenuta in epoca napoleonica.
L’aula delle monache è occupata al centro da un coro ligneo degli inizi del Cinquecento ed è arricchita da un raro organo, commissionato nel 1554 dalle suore a Gian Giacomo Antegnati.
L’imponente impresa decorativa che ha reso celebre la chiesa ebbe inizio nel secondo decennio del Cinquecento ad opera di artisti attivi nell’ambito di Leonardo da Vinci. La maggior parte degli affreschi sono di mano di Bernardino Luini e dei suoi figli. Non mancano significativi interventi di altri esponenti della scuola lombardo-veneta, dalla bottega di Vincenzo Foppa a Simone Peterzano, pittore presso il quale si formò il giovanissimo Caravaggio.
Il convento, fra i più vasti e ricchi della città, fu soppresso per decreto della Repubblica Cisalpina nel 1798 e negli anni a seguire fu adibito a diversi usi. Nell’Ottocento il chiostro maggiore e gli edifici connessi furono demoliti per consentire l’apertura delle vie Luini e Ansperto. A causa dei disastrosi bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale fu abbattuto anche il secondo chiostro. Il complesso fu infine adibito a sede del Civico museo archeologico di Milano, che nel suo percorso di visita include anche l’antica cripta della chiesa.
La chiesa ha subito notevoli interventi di restauro dagli anni Sessanta fino ai tempi recenti, grazie ai quali questo prezioso scrigno è stato salvaguardato offrendosi a noi ancora in tutta la sua vivacità di colori e nella sua magnificenza.
Entrambe le aule della chiesa sono visitabili ad ingresso libero e gratuito grazie ai volontari del Touring Club Italiano.